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La trasformazione urbana del lungofiume danubiano a Bratislava
Eurovea City: la riconfigurazione spaziale del brownfield per un nuovo ruolo nella città
Monica Manicone, Micaela Scacchi PDF




Parole chiave: Aree dismesse, Rigenerazione Urbana, Lungofiume, Corridoi Ecologici, Spazio Pubblico / Brownfields area, Urban Regeneration, Riverfront Re-development, Ecological Corridors, Public Space

 

Abstract:

Bratislava è una giovane capitale europea in pieno fermento. A partire dal nuovo Masterplan del 2007 sono stati promossi diversi progetti di riqualificazione di ex aree industriali o di zone abbandonate lungo entrambe le rive del Danubio. Si tratta di progetti urbani che prevedono una integrazione tra spazi pubblici, zone residenziali, commerciali e aree verdi. Il Centro Internazionale Eurovea si colloca in questo panorama come una “best practice” e la sua realizzazione ha indirizzato la città verso una dimensione da metropoli europea contemporanea. Attraverso questo intervento si è cercato soprattutto di recuperare il rapporto con il fiume rispettando le sue componenti naturalistiche-ecologiche e includendolo nella progettazione di spazi pubblici, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore qualità e vivibilità. 




Bratislava, capitale della Repubblica Slovacchia dal 1993, anno della separazione dalla Federazione Cecoslovacca, è oggi una delle capitali più giovani d’Europa, fulcro di una trasformazione dinamica che si riflette anche nello sviluppo spaziale e nella ricerca di una moderna identità visiva 1. Nonostante alcuni divari ancora da colmare, il Paese, dopo la divisione dello stato federale socialista, a partire da una posizione inizialmente svantaggiata, si è trovato in un processo di riconversione socio-economica, che ha consentito al Paese di passare da un contesto pianificato ad una moderna economia di mercato, con conseguenti pressioni economico-politiche ma anche con effetti propulsivi: ingenti investimenti stranieri, forte promozione industriale, agevolazioni per lo sviluppo e un notevole incremento economico. La repentina crescita della Slovacchia, da sempre storicamente collocata in posizione centrale in Europa e tra le diverse realtà confinanti (Gruppo Visegrád), ha consentito il suo ingresso nell’Unione Europea nel 2004, nella zona Schengen nel 2007 e l’acquisizione dell’euro a partire dal 2009.
Nel fermento di grandi trasformazioni, a fine 2019, approvando il definitivo permesso di costruire, è iniziata la seconda fase della realizzazione di uno dei principali e più interessanti progetti di riqualificazione urbana, Eurovea II, che interessa una vasta area sulla sponda del fiume Danubio e che si inserisce in un contesto di profonda riconversione e trasformazione di questa parte della città. Gli interventi sono promossi come una importante operazione di rigenerazione eco-sostenibile del territorio, con l’obiettivo di ampliarne lo sviluppo sul lungofiume. Il progetto di Eurovea II si collega al precedente Centro Internazionale Eurovea (Medzinárodné Centrum Eurovea), realizzato dal 2006 al 2010, che è il risultato di una fruttuosa cooperazione tra amministrazione pubblica, investitori privati e tecnici internazionali e che è già divenuto un significativo caso-studio di rigenerazione e trasformazione urbanistica, soprattutto per la qualità e integrazione delle diverse funzioni previste (complesso residenziale, centro di affari internazionale, galleria commerciale) insieme con la riorganizzazione della viabilità e degli spazi pubblici lungo il Danubio. 
Tutta quest’area, definita Eurovea City (fig.1), si collega in un quadro più ampio con l’espansione legata al rifacimento di un importante snodo infrastrutturale di livello metropolitano e della stazione internazionale degli autobus (area Mlynské nivy, Ružinov), nonché alla tutela e modernizzazione del Porto fluviale (Zimný prístav - Porto d’inverno) sul Danubio. Si integra, inoltre, con il retrostante complesso Sky Park (opera, tra gli altri, dell’architetto Zaha Hadid) e alla già costruita zona di Panorama City - Panorama Tower (premiato nel 2016 come Miglior Edificio, progettato dall’architetto Ricardo Bofill e sviluppato dallo stesso developer J&T REAL ESTATE).
L’obiettivo è di configurare per i prossimi anni una dimensione urbana completamente nuova, di grande vivacità metropolitana e proiettata verso il futuro. Infatti, oltre alle scelte amministrative, perseguite anche dal neosindaco architetto Matúš Vallo, e alle proposte immobiliari variamente contestate, lo scopo principale di questo progetto è di integrare la qualità ambientale, spaziale, architettonica con uno sviluppo di città pubblica, attrattiva, vivibile2.


Le vie d’acqua: la pianificazione e la costruzione del territorio

Il Danubio è la spina dorsale di una continua trasformazione urbana, alla ricerca di un connubio sostenibile tra l’eredità del passato e le trasformazioni contemporanee. Il fiume attraversa la città di Bratislava da ovest a sud-est e rappresenta una importante risorsa naturale sin dalla antichità – basti ricordare che il Confine-Limes dell’Impero Romano, Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1987, coincideva con questo sito. Il Danubio si conferma ancora oggi una essenziale infrastruttura fluviale, sistema di trasporto navigabile multimodale europeo e di connessione tra importanti capitali (Vienna-Bratislava-Budapest-Belgrado), e al tempo stesso un ricco, seppur fragile, habitat, sia terrestre che acquatico, corridoio ecologico su cui si concentrano molti programmi e progetti di livello trans-nazionale e anche europeo.
All’interno della città il fiume, che ha una larghezza media tra 15-30 Km e una portata massima nel periodo tra maggio e novembre, è attraversato da cinque ponti (fig. 2). Tra questi, il più famoso è sicuramente il ponte Nový Most/SNP Most, una struttura moderna che collega la città vecchia con il quartiere residenziale di Petržalka. Per la sua forma particolare – un ponte sospeso strallato poggiato su un unico pilone a torre su un lato del fiume – esso rappresenta un simbolo per tutta la città. Di più recente costruzione è l’Apollo Bridge, uno fra i simboli della Bratislava degli anni 2000, arrivato in finale nell’OPAL Award della American Society of Civil Engineers. Tra questi due ponti, nell’area dove sorge il complesso di Eurovea City, si trovava già il Ponte Vecchio-Starý Most, il primo realizzato qui per volere dell’Imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria, smantellato e ricostruito simile al precedente (2014-2017) ma utilizzabile ora soltanto per pedoni, ciclisti e tram.
Sappiamo per esperienza secolare come i fiumi rappresentino al tempo stesso prosperità e talvolta pericolo. Dopo l’alluvione del 1965, fu realizzata a sud nel distretto di Čunovo, la grande diga Gabčíkovo-Nagzmaros, un progetto comune tra Ungheria e Slovacchia, attivata nel 1992 e che ha contribuito in modo significativo alla sicurezza dal rischio esondazioni (McIntyre Owen J.,1998). La diga, oltre a produrre il 10% del fabbisogno elettrico nazionale, grazie alla più grande centrale idroelettrica del Paese, consente di regolare il flusso del Danubio, migliorandone la navigazione con un sistema di chiuse e garantendo acqua potabile. Tale sbarramento, tuttavia, ha in parte distrutto l’originale habitat della pianura alluvionale circostante, alterando e rimodellando una vasta zona semi-paludosa (230 km²). Dopo il primo impatto degradante, negli ultimi anni sono state adottate diverse misure e progetti di salvaguardia e valorizzazione dal punto di vista ambientale, faunistico, turistico (Danubiana Meulensteen Art Museum) e sportivo (Centro sportivo acquatico Čunovo, dove si sono svolte anche competizioni mondiali)3
A seguito della alluvione avvenuta nel 2002, ed alla successiva minaccia del 2009, è stata accelerata anche la realizzazione di un efficace sistema di barriere protettive all’interno della città, lungo gli argini del fiume. Il progetto, cofinanziato con fondi della Unione Europea, è stato completato nel 2010 ed è costituito da terrapieni, pareti fisse e barriere mobili che si estendono per quindici chilometri su ambo le sponde del Danubio, soprattutto nelle zone maggiormente abitate e ai margini del centro storico. Questi lavori sono stati importanti per prevenire spiacevoli conseguenze proprio nel giugno 2013, in seguito all’allerta causata dalle alluvioni con conseguente aumento dei livelli delle falde e del Danubio, che ha allagato molte zone periferiche della città e minacciato anche il centro storico.
Oltre al progetto di protezione dal rischio esondazioni, rinforzando gli argini e animandoli con percorsi ciclo-pedonali ed aree di sosta (cicloturistica europea Eurovelo n.6), si è avviato anche un notevole programma di salvaguardia delle aree naturalistiche legate al bacino del Danubio (in particolare l’area del Piccolo Danubio-Maly Dunaj, un ramo secondario del fiume che si dirama a nord del progetto Eurovea, così come la vasta area naturalistica intorno al castello di Devín a sud del centro storico). Nelle aree più urbanizzate, l’intento di rigenerazione del lungofiume, ha come obiettivo principale la riqualificazione di aree dismesse o sottoutilizzate e degradate, ampliando lo sviluppo della città e aumentando le aree verdi e gli spazi aperti lungo le rive del Danubio, recuperando, così, quel rapporto visivo e quelle relazioni tra la città e il fiume, che nel XX secolo si erano progressivamente perse. Il fiume è ritornato ad essere considerato come una potenzialità nel Masterplan del 2007, permettendo a Bratislava di diventare un laboratorio di sperimentazione per la rigenerazione degli spazi e della vivibilità lungo le sponde del Danubio. I nuovi progetti di sviluppo sono trainati in larga parte dal settore privato e dal 2007 il mercato immobiliare in Slovacchia è aumentato del 40% al 2019, un risultato che pone questo piccolo Paese all’ottavo posto in Europa, secondo i dati Eurostat4.


Una nuova visione urbana di Bratislava: il Danubio come Progetto Urbano

La stretta relazione storica tra la città e il fiume e la riqualificazione delle aree dismesse su entrambe le rive seguono le indicazioni generali del Piano di Sviluppo Urbano della capitale slovacca, attraverso differenti Piani di Zona. Lo sviluppo urbano della città è, infatti, regolamentato da un Masterplan generale di indirizzo spaziale (Územný Plán), suddiviso in Piani di Zonizzazione dei singoli distretti cittadini (Územný Plán Mestskej Časti). All’interno di questi, aree più specifiche sono pianificate secondo ulteriori Piani di Zonizzazione (Územný Plán Zóny), con successivi Piani di Sviluppo e Investimenti più dettagliati (Rozvojové a investičné zámery), riguardanti i singoli progetti e definiti tramite le consultazioni con i diversi stakeholders, gli investitori/sviluppatori ed i rappresentanti cittadini, al fine di garantire il minimo coinvolgimento pubblico e la trasparenza del procedimento5
A Bratislava, insieme al Dipartimento del Coordinamento dei Sistemi Territoriali e al Dipartimento del Capo Architetto, la pianificazione strategica e spaziale della città è stata recentemente affidata al Metropolitný Inštitút Bratislavy (MIB). L’attuale Masterplan è stato approvato nel 2007 dal Consiglio Comunale come piano di sviluppo del territorio comunale, ma integrato con la Strategia dello Sviluppo Urbano del 1998 e anche della dinamica Regione autonoma circostante (Bratislavský samosprávny Kraj). È, infatti, il documento di base vincolante con cui si individuano e regolamentano le strategie, gli obiettivi e i progetti per realizzare condizioni spaziali e tecniche in vista di uno sviluppo sostenibile non solo di Bratislava come capitale, ma anche come importante centro regionale e perno della conurbazione trans-nazionale dell’area di Vienna-Bratislava-Gyor/Budapest, il cosiddetto “the Golden Triangle - Euroregion” ora più esteso come “a Golden Quadrangle”, se si include la vicina cittadina ceca di Brno (Stanilov K., 2007). Negli ultimi decenni, quindi, Bratislava partecipa pienamente al flusso paneuropeo di capitali, beni, servizi, ricerca scientifica e cooperazione culturale e sociale internazionale.
In questa visione rientrano anche il Piano Ecologico-Ambientale, il Piano Generale dei Trasporti e le recenti Strategie di Adattamento Climatico6 per migliorare la gestione dei rischi sia in contesti urbani che non urbani. La visione contemporanea di Bratislava rispetta i requisiti di stabilità ecologica e di sviluppo territoriale di importanza non solo locale ma anche a livello europeo, con la riqualificazione del waterfront in connessione con i corridoi ecologici lungo il Danubio. In città l’Amministrazione sottolinea l’attrattiva dell’area del lungofiume, definisce e persegue l’interesse nei confronti di uno spazio pubblico di qualità, e promuove lo sviluppo di complessi in cui le diverse attività siano connesse una all’altra e, inoltre, promuove l’uso responsabile delle risorse naturali, preservando il patrimonio storico-culturale ed ambientale-ecologico.
Dal punto di vista procedurale, tranne qualche concorso pubblico promosso dall’attuale amministrazione per la riqualificazione di piazze centrali7, la maggior parte dei nuovi progetti avviene con un contratto diretto, abituale in Slovacchia, senza prevedere competizioni aperte, né ampie discussioni pubbliche. Nel processo di pianificazione non è contemplata una “partecipazione dal basso” veramente attiva (seppur conforme alle direttive europee e condivisa con i diversi attori coinvolti) ed i membri della comunità e altri agenti esterni sono considerati più come clienti e beneficiari passivi, interlocutori finali, che potenziali agenti di interazione e cambiamento (Ladzianska Z. et al, 2019). Il controllo costante dell’amministrazione pubblica e il rispetto delle normative e dei vincoli dei diversi Piani, permettono, comunque, una strategia dinamica, che può considerarsi sostenibile ed adattiva, perché basata sulla valorizzazione della trasformazione dell’area urbana con un bilanciamento delle carenze del contesto ambientale e delle esigenze socio-economico anche della comunità.


Riqualificazione ed integrazione delle brownfields areas a Bratislava

Molti degli interventi urbani realizzati e in via di realizzazione a Bratislava rientrano nelle politiche europee di riqualificazione delle aree dismesse e delle cosiddette brownfields, spesso aree ex industriali, per le quali si prevedono progetti di riqualificazione oltre che di bonifica e ripristino ambientale. Si tratta di ambiti che possiedono una notevole potenzialità ma che, a causa dei cambiamenti storici-economici, sono ora in disuso, dismesse, abbandonate e generano situazioni di degrado estetico e separazioni spaziali-funzionali all’interno dei tessuti urbani non solo periferici. Molto spesso si tratta di aree che, quando in uso, erano esterne alla città ma, con l’espansione di queste, ne sono diventate parte centrale (fig. 3).
(Fig. 3) Bratislava Waterfront Programme - Masterplan 2007: River Park; Podhradie; Eurovea - Pribinova Street; Petržalka side city centre; New Lido. Fonte: E. Balašová Presentation “Turn Towards The River”, 2013
La rigenerazione di queste aree risulta una operazione complessa ed economicamente dispendiosa, ma riserva spesso notevoli risultati. A partire dalle necessarie operazioni di bonifica e riequilibrio ambientale, si propongono, in questi contesti, progetti integrati di trasformazione urbana, economica e sociale.
I diversi “attori” coinvolti vedono quindi gli interventi di riutilizzo e trasformazione d’uso di questi siti come un valore per produrre benefici economici superiori ai costi dovuti. Tali brownfield areas sono, infatti, aree di forte impatto sul tessuto urbano e sociale circostante, in grado, se opportunamente trasformate, di produrre positivi benefici e nuove opportunità di sviluppo sostenibile anche per la collettività (Petríková D., 2012).
Durante il periodo socialista l’economia nei paesi dell’Europa Centrale e dell’Est era fortemente focalizzata sull’industria pesante e anche Bratislava era sede di diverse realtà industriali poi dismesse. I cambiamenti socio-economici e le politiche degli ultimi decenni, soprattutto nella capitale, hanno portato ad eliminare molte tracce del passato e a ristrutturare queste aree, non sempre riconoscendone il valore storico-architettonico, preferendo spesso “iniziare a ri-costruire da zero”. Le aree brownfield, invece, rivestono una grande importanza nel tessuto funzionale del sistema urbano, per una varietà di motivi: una posizione rilevante nell’organismo urbano; le peculiari relazioni con il contesto; il potenziale sviluppo storico-culturale. Di conseguenza, sono stati avviati diversi progetti di recupero con processi di partecipazione pubblica. Del resto, il “concetto di persone-luoghi-spazio-ambiente” costituisce un requisito fondamentale nel progetto di riqualificazione dello spazio fisico e nei processi di rivitalizzazione dell’ambiente economico e sociale (Finka M., 2013).

I due progetti di Eurovea, pur realizzati da differenti stakeholder e in diverse fasi, sono strettamente connessi uno con l’altro, nell’intento di riqualificare il lungofiume e di rigenerare tutta l’area circostante, integrandosi con il quartiere preesistente e con gli altri progetti in corso. Ad espansione ultimata, Eurovea occuperà una superficie di 84.000 mq, sarà costituita da 487 appartamenti e 40.300 mq di nuovi uffici; espanderà il boulevard sul fiume e comprenderà una nuova rete tramviaria e ciclo-pedonale tra la piazza Šafárikovo e la via Pribinova e tra i distretti Košická e Ružinov (fig. 4).


Eurovea I

In questa ottica, a dieci anni dal suo completamento (2010), Eurovea risulta essere uno degli esempi di maggior successo, che ha vinto il premio come “Building of the Year – Edificio dell’anno 2010”; il Premio Slovacco della Camera degli Architetti per l'architettura (CE.ZA. AR 2010); il premio come “Miglior Sviluppo Retail 2011” conferito da MAPIC - il forum internazionale per il settore immobiliare, per l’eccellenza, l’innovazione e la creatività sostenibile - nonché diversi premi del Construction & Investment Journal Award 2010. Inoltre, è stato presentato come candidato in altri concorsi internazionali, tra cui il premio ARCH Award 2011 ed il premio EUMiesAward (European Union Prize for Contemporary Architecture) nel 20118.
L’obiettivo del progetto consisteva nell’integrare al massimo le diverse funzioni insieme con la riorganizzazione della viabilità circostante, degli spazi pubblici e di quelli green lungo il Danubio. Inizialmente si voleva realizzare un quartiere tradizionale, stilisticamente legato a quello circostante degli inizi del XX secolo, e riferito specificamente al castello con il centro storico, nucleo e simbolo culturale della città imperiale (sotto l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, incoronata nel 1740 proprio nella Cattedrale di San Martino, Bratislava raggiunse il suo splendore). Venne, invece, colta l’occasione di poter rinnovare il volto della città, proiettandola verso una architettura più contemporanea ed internazionale. L’area d’intervento si estende per 230.000 metri quadrati, offrendo 60.000 m² di spazi commerciali, strutture ricreative e di intrattenimento, nonché altre aree di oltre 60.000 m² di uffici, strutture alberghiere e appartamenti. Situata sulla riva sinistra del fiume e vicina al porto fluviale, si trova in una posizione privilegiata tra il centro storico e il lungofiume. In passato era un’area commerciale, amministrativa ed industriale. Nel 1921 venne allestita in questa parte di città la Prima Fiera Internazionale del Danubio, detta la “Fiera Orientale” e fino agli anni Sessanta era ancora attiva la raffineria di petrolio “Apollo”9.
Particolarmente riuscita appare la valorizzazione della sponda fluviale, configurata come uno spazio pubblico che riesce effettivamente a reinserire il fiume nella dinamica urbana. Il progetto è stato sviluppato con capitale straniero dalla società inglese Ballymore Properties e redatto da un team di progettisti, tra cui l’Atelier A1 ReSpect e gli irlandesi Murray Ó Laoire Architects (MOLA) per la progettazione urbana ed architettonica (fig. 5, fig. 6, fig. 7). Consulente per il design esterno e interno è stato BOSE International Planning & Architecture, mentre il riverfront pedonale è stato progettato dall’architetto paesaggista Michel Desvigne.
Il nuovo distretto deve il suo nome all’unione tra le due parole: Europa e Vea (via). Infatti, oltre ad un vasto complesso di funzioni miste, esso costituisce l'espansione della promenade dal centro storico verso il fiume. Il Danubio ritorna a far parte della vita cittadina e offre un valido esempio di compromesso tra le necessità della città, le richieste dell’amministrazione e gli obiettivi di profitto da parte degli investitori. Il complesso cerca anche di integrarsi con gli edifici preesistenti, come il nuovo edificio del Teatro Nazionale, la cui progettazione iniziò negli anni Ottanta ma venne inaugurato nel 2007, e l’iconico magazzino Warehouse n.7, restaurato da pochi anni, definito Monumento Culturale Nazionale nel 1986 e simbolo dell’architettura modernista industriale slovacca del XX 10 (fig. 8).
Ben collegata con il centro storico ed accessibile anche di sera, prevede ampi spazi pubblici chiusi al traffico automobilistico, un ambiente pensato per i cittadini e il loro tempo libero, secondo un progetto il cui obiettivo di mettere in relazione il fiume con la città, perseguito dalla pubblica amministrazione, è stato ben assecondato anche dall’investitore. Così, il fiume diventa un grande spazio pubblico, accessibile e vivibile in ogni stagione e ad ogni orario (fig. 9, fig. 10). Il lungofiume è stato articolato su tre terrazze (fig. 11) che rappresentano tre diverse prospettive sul fiume e verso il centro storico. Oltre alla piazza del Teatro Nazionale, aperta verso il fiume, che diventa una grande corte e accoglie diverse manifestazioni e allestimenti, il fronte sul Danubio prevede una passeggiata superiore su cui si aprono ristoranti e caffè all’aperto, che servono da filtro tra lo spazio pubblico e la galleria commerciale, caratterizzata da una copertura vetrata dalle forme fluide. Una ulteriore passeggiata inferiore, più a stretto contatto con l’acqua, è collegata alla precedente da aree verdi la cui vegetazione si adatta al paesaggio fluviale. Sono presenti aree per il fitness all’aperto e attrezzi per il gioco dei bambini. Sempre animate sono le ampie gradonate che scendono fino al margine artificiale del fiume (fig. 12). Nonostante alcune critiche sulla sicurezza per le poche barriere, la piacevolezza di questo luogo aperto e pubblico è dovuta all’integrazione fisica, visiva, funzionale tra i diversi spazi, e dal riuscito connubio tra l’ambiente
naturale e gli elementi di arredo urbano.

A fine 2019, l’ufficio edilizia del distretto di Bratislava-Ružinov ha approvato il progetto immobiliare Eurovea II incontrando, però, alcune inevitabili contestazioni. Già dalla sua presentazione nel 2017, sono emerse numerose polemiche, sia per motivi estetici (è stata molto criticata l’idea stessa del grattacielo, e il progetto è stato in parte modificato) che procedurali, da parte delle autorità del distretto di Ružinov, delle associazioni civiche NATALKA e dei proprietari degli appartamenti Eurovea. Per dirimere le controversie, l’Ufficio Distrettuale ha ribadito le precedenti decisioni del Comune di Bratislava e confermato la conformità del progetto al Piano Territoriale e quindi le condizioni imposte alla società costruttrice. Alla fine, il progetto Eurovea II, promosso dalla società di sviluppo immobiliare J&T Real Estate, risulta costituito da sei edifici che proiettano il complesso in direzione del ponte Apollo, a est del centro storico, sulla riva sinistra del Danubio. I lavori sono iniziati a novembre 2019 e dovrebbero concludersi entro il 2023, contribuendo a riqualificare e rifunzionalizzare tutta la zona di 11.

La progettazione ha richiesto una lunga fase istruttoria di confronto tra progettisti e esperti, rappresentanti municipali, distretti cittadini, dipartimenti specializzati, proprietari e i cittadini in generale. La prima fase di realizzazione prevede lavori preparatori per la bonifica del suolo, il ripristino delle condizioni ambientali e la costruzione di muri di contenimento dalle esondazioni del fiume, il recupero dei binari e di qualche manufatto della storica fabbrica. Eurovea II, progettata da GFI Studio, comprenderà residenze, strutture alberghiere di lusso, edifici per uffici, aree commerciali, parcheggi. Nel progetto sarà incluso anche il “primo grattacielo residenziale”, l’Eurovea Tower, alto 168 metri, che sarà l’edificio più alto di tutta la Slovacchia: un edificio residenziale di 46 piani orientato verso il Danubio, pensato e presentato come simbolo della rinascita della città (fig. 13, fig.14, fig. 15). Anche in questo caso, ampio spazio verrà dato alla riqualificazione del verde urbano. Il nuovo parco, diviso in tre zone, continuerà il lungofiume di Eurovea.

Verrà potenziata ulteriormente la fruibilità del lungofiume, con un grande parco attrezzato e l'accesso pedonale al ponte Apollo, che consentirà sia ai residenti che ai visitatori di riscoprire il Danubio e di vivere lungo i suoi argini. Nello sviluppo di questa area, gli investitori, affidando il disegno all’architetto spagnolo Beth Galí dello studio BB + GG Architects, hanno dato grande risalto al progetto dello spazio pubblico, alla definizione di spazi aperti e verdi e allo sviluppo di una mobilità sostenibile, realizzata attraverso una nuova rete tranviaria e percorsi ciclo-pedonali. L’ideazione e la realizzazione di ampi spazi piacevoli dovrebbe accrescere il potenziale attrattivo dell’area.
Con questo progetto, il paesaggio urbano cambierà in modo radicale, modificando la vista tradizionale di questa parte della città e proiettando Bratislava in una competizione con le altre capitali mondiali ma ristabilendo anche quel rapporto fisico e funzionale con il fiume, che gli argini murari presenti nel centro storico impediscono.


Questioni aperte
La riqualificazione fluviale nelle aree urbane impegna a una progettualità molto complessa, soprattutto perché deve far interfacciare due sistemi, uno naturale e l’altro artificiale, nel modo più sostenibile e funzionale possibile.
Tra i diversi progetti lungo il Danubio, quello di Eurovea è stato considerato un successo per Bratislava. A confronto, il progetto Riverpark, situato a circa 2 km a est di Eurovea, non sembra aver avuto lo stesso impatto sulla città, sia perché poco rispettoso del contesto ambientale e storico, sia perché il contributo allo spazio pubblico ricreativo può essere considerato irrilevante. La realizzazione di Eurovea, invece, si è integrata all’interno della città storica, cui è direttamente collegata secondo un progetto ben studiato dell’impianto urbanistico, della riorganizzazione dei sistemi di mobilità pubblica e dei nuovi percorsi ciclo-pedonali lungo il fiume, che nel loro insieme hanno dato vita a una interessante espansione della zona pedonale della città verso il Danubio. In sostanza, un ragionevole compromesso tra la necessità della città e gli interessi degli investitori.
Gli obiettivi indicati dal Masterplan del 2007 (e le successive cinque varianti-integrazioni), dal Programma di Sviluppo Socio-Economico del 2010 e dai singoli Piani di Zona per la rigenerazione di Bratislava promuovevano una visione unitaria dello sviluppo del centro città su entrambi i lati del fiume con le loro interconnessioni, proponendosi al tempo stesso il potenziamento della protezione dal rischio alluvioni; il rispetto delle qualità ecologiche specifiche; lo sviluppo di differenti realtà e paesaggi urbani. In particolare gli aspetti ambientali, ecologici e paesaggistici sono stati una priorità nei progetti di riqualificazione delle aree lungo il Danubio.
Gran parte delle foreste alluvionali lungo le sponde del fiume sono mantenute intatte e sono rispettati, il più possibile, i corridoi ecologici. A questo proposito, anche nel progetto per Nové Lido (Nuovo Lido), una vasta area di più di cinquanta ettari che si estende lungo la riva destra del Danubio tra il Ponte Vecchio e il Ponte Apollo e che completerà ulteriormente l’espansione contemporanea di Bratislava sul lato del quartiere Petržalka, la componente ambientale e l’adattamento ai cambiamenti climatici sono stati tenuti in particolare considerazione. La proposta dei promotori immobiliari JTRE e HB Reavis è stata infatti di costruire un nuovo distretto residenziale e commerciale delimitato da una barriera anti-alluvione fortemente richiesta dai gruppi ambientalisti. L’area residenziale e commerciale, da realizzare nei prossimi dieci anni, si affiancherebbe al parco naturale e alla zona acquatica prevista sulla riva del fiume, proprio di fronte a Eurovea, su un’area pubblica da dedicare prevalentemente agli sport acquatici, grazie alla creazione di un canale d’acqua artificiale. La barriera naturalistica manterrebbe al riparo un’area alluvionale che potrebbe così venire riqualificata e protetta valorizzandone la funzione di filtro ambientale, con appositi bacini d’acqua artificiali in cui far defluire il fiume in caso di piena.
Tutti questi interventi, proiettati verso e lungo il Danubio, dimostrano come questo fiume continui a svolgere ancora oggi un ruolo fondamentale nello sviluppo di Bratislava, cercando di far fronte alle nuove sfide per l’adattabilità ai cambiamenti climatici e per la rinascita socio-economica, senza trascurare le istanze per la qualità architettonica, l’ecologia e la sostenibilità.




Note

1. Matúš Peklanský, Bratislava online Map of Urban Development
https://www.behance.net/gallery/56073993/Map-of-Urban-Development-of-Bratislava
2. “Our vision of the city is not based primarily on growth, but on the quality and wisdom of transformation. The City must grow towards its inhabitants towards the user we must compose the development in fully-fledged urban districts with complete structures to short distance to alleviate traffic problems. We want to apply the principles of efficient urban planning in order to maintain the quality and management of public spaces…” (Mayor Matúš Vallo, Bratislava Vision, Urban Development Institute - IUR, 23/01/2019)
“In my opinion, the Eurovea project is among the liveliest places in Bratislava. However, neither the developers, nor the city management or experts determine the popularity of any place; people choose their favourite places themselves. This also happened in Eurovea – the developer has created the conditions and the space, but people decided how to use this space…” (Peter Korbačka, JTRE- Eurovea Vision, 2018)
https://jtre.sk/en/news/EUROVEA_CITY_new_district_in_Bratislava
3. Il Danubiana Meulensteen Art Museum, uno dei musei di arte moderna più recenti in Europa (inaugurato nel 2000), si trova a 20 chilometri a sud di Bratislava. È stata fondato da Gerard Meulensteen, collezionista olandese e mecenate d’arte e Vincent Polakovič, gallerista slovacco - https://www.danubiana.sk/en. Il Centro sportivo acquatico Čunovo, alimentato dal flusso della diga, offre una gamma di diverse attività sportive acquatiche e ospita concorsi nazionali ed internazionali - https://www.divokavoda.sk/en.
4. Articolo “Immobili residenziali in Slovacchia” in Buongiorno Slovacchia – giornale online, 10/04/2020 - https://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/101077
5. Il sistema di pianificazione territoriale slovacco si sviluppa su tre livelli principali: quello Statale che prevede una Strategia Sostenibile di tutto il territorio; uno a livello Regionale con l’ulteriore suddivisione in Distretti; uno a livello Comunale e, nel caso si tratti di grandi città, anche Metropolitano e Locale. https://bratislava.sk/sk/uzemny-plan; https://bratislava.sk/sk/rozvoj-mesta; https://bratislava.sk/sk/rozvojove-a-investicne-zamery
6. L’impegno della città di Bratislava per l’adattamento ai cambiamenti climatici è iniziato nel 2008 e confermato successivamente firmando anche le strategie comunitarie con il “Covenant of Mayors” (2012) e “the Mayors Adapt” (2014). http://bratislavazelenajsa.sk/?page_id=8&lang=en 
7. https://bratislava.sk/en/snp-square-and-kamenne-square-bratislava-competitive-dialogue-2019-2020
8. http://www.mtdigroup.com/news/awards/awards-for-eurovea
9. La raffineria di petrolio “Apollo”, fondata nel 1885, era stata collocata strategicamente lungo il corso d’acqua. Venne pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale (1944) e chiusa definitivamente nel 1963, quando lo stabilimento si trasferì in una posizione più periferica.
10. Nel 2007 il restauro del vecchio magazzino abbandonato n. 7, edificio riconosciuto patrimonio culturale e tecnico, ha vinto il premio della rivista Pamiatky a Múzeá (Monumenti e Musei).
11. Il vasto intervento urbanistico, con uno sguardo più dettagliato alla soluzione degli spazi pubblici e alle modifiche morfologiche ed infrastrutturali di tutta la zona, è stato presentato anche al convegno “City Fórum Bratislava 2019”, svolto il 19/06/2019 a Stará Tržnica, Bratislava (SK).

 

Riferimenti bibliografici

Balašová E. (2013), Bratislava Waterfront Development. A “Zoom Tool” To Analyze the Current Urban Development Problems of the City. Public presentation - Hotel Devin, 01.03.2013. TURN TOWARDS THE RIVER. Waterfront re-development: a challenge for a smart, sustainable and inclusive city”. Department of Territorial Systems Coordination, City of Bratislava, Slovakia.
European Commission (2019), The EU Environmental Implementation Review 2019, Country Report – SLOVAKIA, European Commission, Brussels, Belgium.
“Eurovea Project” in: Magistratsabteilung 18 (Ed.2012), Stadt bauen. Beispiele für und aus Wien (Building the city. Examples for and from Vienna), Vienna, Austria https://www.wien.gv.at/stadtentwicklung/studien/pdf/b008206n.pdf (accessed 19 April 2019).
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Sitografia

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https://www.behance.net/gallery/56073993/Map-of-Urban-Development-of-Bratislava
www.bratislava.sk
https://bratislava.sk/sk/rozvoj-mesta    
https://bratislava.sk/sk/uzemny-plan
http://bratislavazelenajsa.sk/?page_id=8&lang=en
https://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/101077
https://www.danubiana.sk/en
https://euroveacity.sk/
https://jtre.sk/projekty/eurovea-II
http://www.mtdigroup.com/news/awards/awards-for-eurovea
https://www.novelido.sk/
http://www.respect.as/
www.riverpark.sk
https://spectator.sme.sk/c/20495854/new-lido-may-bring-river-beach-marina-and park.html#storm_gallery_59254
http://www.uzemneplany.sk/clanok/ako-sa-menilo-bratislavske-nabrezie-dunaja
https://www.visitbratislava.com/
https://www.yimba.sk/hladaj?keyword=eurovea+




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