Ricerche ed esplorazioni progettuali

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Nuove forme di progetto per il paesaggio
Claudia Di Girolamo

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Parole chiave:          paesaggio, sviluppo sostenibile, comunità, partecipazione

 

 

Insieme al progetto urbano, è il progetto per il paesaggio che appare oggi in Italia il campo più fertile per una riflessione critica delle pratiche correnti, e per introdurre le innovazioni utili a rafforzarne il ruolo come strumento privilegiato per le politiche d’intervento sulle città e sul territorio.
In particolare, per ciò che concerne il progetto per il paesaggio, le varie edizioni del Premio Paesaggio istituito in Europa e poi anche in Italia costituiscono un importante testimonianza del cambiamento in atto circa il modo di pensare questa forma di progetto, che sta lentamente emancipandosi dalle originarie ascendenze architettoniche e urbanistiche. La prospettiva, come emerge dai progetti vincitori in Italia delle ultime edizioni del Premio, sta diventando adesso quella di assumere il progetto come iniziativa partecipata socialmente, che ha come obiettivo prioritario una “donazione di senso” che mira a far diventare il paesaggio un valore condiviso dalla società locale, e perciò difeso e tutelato sotto la propria responsabilità.
Più ancora che nel progetto urbano, sembra diventare dunque decisiva la mobilitazione di gruppi locali animati da quanti abitano o producono il paesaggio con la loro attività quotidiana. Il progetto per il paesaggio, per essere tale, deve diventare il luogo della partecipazione positiva di quanti con la loro presenza contribuiscono materialmente alla sua conservazione o trasformazione. In fondo tutto ciò non è molto diverso da quanto dovrebbe essere anche il progetto urbano, soltanto che in questo secondo caso tendono a pesare molto di più gli interessi economici degli attori per lo sviluppo, e in particolare le logiche di sfruttamento della rendita fondiaria.
Naturalmente questa tendenza evolutiva del progetto per il paesaggio, ravvisata nelle esperienze in corso, non deve condurre a una estremizzazione del metodo. Volta per volta, in ragione delle particolari condizioni di contesto, si dovrà optare per la forma più adatta del progetto: fortemente partecipato, come espressione nel bene e nel male della cultura materiale delle società locali; o, al contrario, per un progetto che non sarà molto diverso da quello di un’opera funzionale, e che quindi rinvia in modo diretto ai saperi e alle tecniche d’intervento proprie dell’architettura e dell’ingegneria sensibili al valore del paesaggio. Questa possibilità di attingere a un ventaglio variegato di modi d’intendere il progetto per il paesaggio viene del resto confermato anche dall’insieme dei progetti selezionati nell’edizione 2019 del Premio, alcuni dei quali vengono presentati in questo articolo.
Si può assumere che sta emergendo una nuova forma del progetto per il paesaggio transdisciplinare, che trae le sue premesse da un intenso processo di rielaborazione culturale che si è sviluppato in questi anni, alla luce di ricerche, confronti e sperimentazioni condotte a livello sia nazionale che comunitario. Il riferimento culturale e legislativo di fondo rimane la Convenzione europea del paesaggio (Firenze, ottobre 2000) promossa dal Consiglio d’Europa, che riconosce ovunqueil paesaggio come un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana.
Considerato che il paesaggio non riguarda soltanto l’estetica della percezione, poichésvolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale, e costituisce una risorsa favorevole all'attività economica, la sua cura, manutenzione e trasformazione sostenibile non può essere gestita in modo autoritario e verticistico top down, ma deve necessariamente cercare di coinvolgere in modo attivo la popolazione locale, la vera depositaria di questo valore che può arricchire di senso l’intero territorio. Si tratta di una sorta di ritorno alle origini, inteso come riscoperta delle pratiche per la cura del paesaggio specifiche e identitarie per ogni territorio, da valorizzare opportunamente come alternativa all’imposizione di vincoli e prescrizioni di legge che non garantiscono affatto (o quasi mai) il mantenimento delle qualità sedimentate.  
La maggiore attenzione alla qualità del progetto sensibile al paesaggio sta emergendo anche in una nuova generazione di Piani Paesaggistici Regionali che, oltre al puro esercizio del vincolo riferito ai Beni paesaggistici, preferiscono ricorrere ad un procedimento innovativo, mirato ad accertare il “corretto inserimento dell’intervento nel paesaggio”, come recita del resto l’art.143, comma g, del DL 42/2004: spetta al PPR individuare “le misure necessarie per il corretto inserimento nel contesto paesaggistico degli interventi di trasformazione del territorio, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile delle aree interessate”.
Significativa da questo punto di vista è l’esperienza della Regione Umbria, che nel suo PPR, in corso di adozione, introduce in modo estensivo il procedimento per la valutazione del corretto inserimento, da esperire in tutti i territori esterni ai Beni paesaggistici per interventi ritenuti rilevanti dal punto di vista del loro impatto sul paesaggio. Questo procedimento viene definito normativamente come “modalità con la quale le trasformazioni sono previste, progettate e attuate perché possano stabilire adeguate relazioni percettive con i paesaggi nei quali ricadono, evitando la cancellazione o la riduzione dei loro segni e caratteri qualificanti, nonché contribuendo alla loro messa in valore, coerentemente con gli obiettivi di qualità del contesto già definiti dal PPR”. In pratica il procedimento impone al progettista di prevedere e valutare gli effetti prodotti dal suo progetto in un contesto paesaggistico di riferimento, da individuare ogni volta in ragione della scala e della consistenza dell’intervento, argomentando poi in contraddittorio con l’amministrazione pubblica locale le eventuali misure necessarie per ottenere risultati accettabili in termini paesaggistici.
Per comprendere meglio la portata dei cambiamenti in atto può risultare di aiuto una ricognizione di maggior dettaglio dei progetti selezionati dall’ultimo Premio Nazionale del Paesaggio e candidati al Premio del Paesaggio del Consiglio d'Europa - art.11 della Convenzione Europea del Paesaggio -, che nel loro insieme offrono uno spaccato significativo delle tendenze più recenti in materia di progettazione per il paesaggio.

A questo scopo nel contributo si fa riferimento in particolare ai seguenti cinque progetti:
“Tra terra e acqua, “un altro modo di possedere”. Agricoltura, impresa sociale, paesaggio e sostenibilità per uno spazio identitario in continuo divenire: l’esperienza del Consorzio Uomini di Massenzatica”, progetto vincitore del II Premio Nazionale del Paesaggio e candidato italiano al VI Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, Comune di Mesola, Delta del Po, Ferrara; “La memoria che produce paesaggio”, Associazione Crespi d’Adda, menzione speciale, Comune di Bergamo, sito Unesco; “Il teatro nella natura: l’Amphisculpture di Beverly Pepper”, menzione speciale, Comune de L’Aquila, Parco del sole; “Paesaggi di marcita”, Parco lombardo della valle del Ticino, menzione speciale, Comune di Magenta; “Fabbrica-giardino” Prada, encomio, Comune Terranuova Bracciolini, Arezzo.

Di ciascuno di questi progetti sono riportate di seguito alcune immagini significative, la scheda istruttoria e la motivazione rispettivamente di premi, menzioni ed encomi per le azioni svolte a favore dei valori del paesaggio, conferiti il 14 marzo scorso.

“Tra terra e acqua, “un altro modo di possedere”. Agricoltura, impresa sociale, paesaggio e sostenibilità per uno spazio identitario in continuo divenire: l’esperienza del Consorzio Uomini di Massenzatica”, Mesola, Ferrara.

Gli Uomini di Massenzatica sono una proprietà collettiva le cui origini risalgono al Medioevo, oggi giuridicamente riconosciuta. Istituito in Consorzio nel 1896 costituisce, per il Delta del Po, un riferimento per la cura e la salvaguardia del bene paesaggio. Un “paesaggio in transizione”, quello del basso Ferrarese e del Delta, caratterizzato dalla mutevolezza dei confini tra terre emerse e sommerse. Nel tempo queste terre furono lavorate e gradualmente bonificate dalla comunità di Massenzatica insediata nelle poche aree emerse, lungo costoni dunosi. Il sodalizio forte di fiducia e reciproco scambio con i monaci di Pomposa contribuì a far estendere il loro diritto di pascolo e di pesca, alla caccia, alla legna. La comunità, attraverso un lavoro metodico e continuo, ha stabilizzato la rete fluviale innalzando argini, e bonificato le paludi di acqua salmastra. Questo ha permesso di estendere la coltivazione sui terreni a loro affidati, tramandando nei secoli i propri valori. Nel tempo ha saputo anteporre il senso di comunità e fratellanza alla crescita individuale, consolidando la propria capacità imprenditoriale attraverso il costante controllo idraulico ed il lavoro della terra, contrastando lo sfruttamento intensivo dei suoli, valorizzando il capitale sociale. Dal 2010 promuove azioni di sensibilizzazione e di ricerca applicata, pratiche agricole innovative, contrasto allo spopolamento e coesione sociale per tramandare il bene comune alle future generazioni. Attraverso la condivisione di un nuovo “patto di Paesaggio” è portatore di valori di sostenibilità, di giustizia e appartenenza, espressione delle molteplici identità dell’Europa e delle sue comunità.

Motivazione del Premio: per la riaffermazione dei valori delle proprietà collettive e della “cura della terra” fortemente perseguita dal consorzio nella gestione di un territorio difficile nel delta del Po, con i suoi confini mutevoli tra terre ciclicamente emerse e sommerse, dimostrazione esemplare di come i valori sociali e culturali espressi dal e nel paesaggio siano presupposto per l’attuazione di programmi di sviluppo sostenibile a beneficio della comunità locale, in grado di contrastare i fenomeni di abbandono e degrado, salvaguardare l’identità dei luoghi tramandata dalla storia e promuovere modelli operativi fondati su principi etici di solidarietà. Il progetto costituisce un’esperienza rappresentativa della cultura italiana del paesaggio, caratterizzata da una operatività in cui la storia plurisecolare dei luoghi si sostanzia nell’affermazione di forti sentimenti identitari, in piena sintonia con gli obiettivi delineati dalla Convenzione Europea del Paesaggio.

Nel riconoscere le importanti qualità del progetto, è stata apprezzata la rispondenza delle azioni che ne hanno permesso l’attuazione ai quattro criteri stabiliti dal Regolamento per l’attribuzione del Premio del Paesaggio del COE.

È stata riconosciuta l’eccezionalità del progetto per la capacità di porre in campo azioni dettate da forti principi etici di solidarietà e sussidiarietà che costituiscono la strategia vincente per il successo del progetto stesso.

Proprio per la delicata situazione ambientale e giuridica il Consorzio si avvale della consulenza di diverse Università al fine di qualificare scientificamente le strategie più efficaci per l’attuazione dei propri programmi (Università di Ancona, Ferrara, Padova Udine e Trento).
Sono stati posti in essere contatti con vari Ministeri (in particolare il MATTM e il MiBACT) per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale dell’area.
Il progetto è in sintonia con le politiche a scala nazionale e regionale, con particolare riferimento agli obiettivi di coesione, inclusione sociale e contrasto alla marginalizzazione delle aree territoriali fragili, anticipando gli obiettivi della Strategia Nazionale Aree Interne, attraverso azioni virtuose finalizzate all’attivazione di servizi e al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni.

Il progetto prevede inoltre futuri sviluppi per l’attuazione di un ‘Patto per il Paesaggio’ con il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle comunità confinanti, al fine di estendervi la gestione sostenibile del territorio, ponendosi già quindi come modello ripetibile innanzitutto per il suo contesto territoriale più immediato.
Il Consorzio mette al centro di tutte le pratiche condotte il valore umano della solidarietà; tra le buone pratiche messe in atto è apparso interessante il modello economico in cui l’utile aziendale, detratte le spese di investimento in migliorie della proprietà, viene destinato alla comunità con una serie di investimenti significativi, quali: attività di sostegno e contributi rivolti ai più disagiati della comunità; sostegno del reddito e dell’occupazione per assicurare redditività, protezione assicurativa e previdenziale ai Consorziati che faticano a competere sul mercato del lavoro; attivazione di un banco alimentare consortile; contributi alle associazioni culturali e sportive; attività di ricerca e formazione; finanziamento di pubblicazioni di divulgazione culturale e turistica.

Soggetto proponente: CUM – Consorzio degli Uomini di Massenzatica


Partners: Università Politecnica delle Marche; Università degli Studi di Trento; Università degli Studi di Padova; Università degli Studi di Ferrara; Istituto Delta Ecologia Applicata s.r.l.
La memoria che produce paesaggio, Associazione Crespi d’Adda, menzione speciale, Comune di Bergamo, sito Unesco;

Crespi d’Adda è uno straordinario esempio di villaggio operaio dove la vicenda industriale ha influenzato tutti gli aspetti sociali della comunità. L’obiettivo del progetto, pensato e realizzato da professionisti e da volontari che vivono nel territorio, è stato quello di riconsegnare al luogo una identità perduta, riscrivendo e raccontando, partendo dai residenti e dalle scuole del territorio, le pagine di questo “romanzo bergamasco” per dare a Crespi d’Adda una seconda possibilità di vita e di lavoro oltre che di attrattività attraverso un profondo e articolato percorso culturale nel quale la ricerca, il recupero delle memorie, la formazione e la narrazione della storia del luogo hanno cercato di riempire il vuoto creatosi con la dismissione della fabbrica.

Menzione speciale per la Valorizzazione del paesaggio e la riaffermazione dell’identità locale mediante il recupero della memoria e dei valori socioculturali di un insediamento industriale storico, già ‘Patrimonio dell’Umanità’ dal 1995, riconsegnato alle generazioni future.

Soggetto proponente: Associazione Crespi d’Adda
Partners: Città di Capriate San Gervasio; The Antonio Percassi Family Fundation; Adda Energi S.p.a; Regione Lombardia; Fondazione Cariplo

 

Il teatro nella natura: l’Amphisculpture di Beverly Pepper, menzione speciale, Comune de L’Aquila, Parco del sole;

Il progetto consiste nella realizzazione dell’opera Amphisculpturedella famosa scultrice Beverly Pepper, una delle massime esponenti della landart. L'opera che si estende su un’area di circa 3mila mq e può contenere oltre mille spettatori, segue il naturale declivio del colle affacciandosi sulla vallata sottostante e dialoga con le montagne circostanti, mentre le due “Narni Columns” in acciaio alte sei metri, poste all’ingresso, si pongono come “totem evocativi”. Il risultato è un’opera d’arte altamente rappresentativa e connotativa rispetto al contesto, pensata e realizzata per il luogo, per i cittadini e per la comunità. Simbolo di un passato che, celebrando la liturgia del ricordo, riesce a rinnovarsi in altre forme.

Menzione speciale per l’attuazione di strategie di inclusione sociale volte al miglioramento dell’accessibilità attuando forme di fruizione aperte a tutti, in un sito il cui valore, anche paesaggistico, è stato già riconosciuto dall’Unesco nel 1979.

Soggetto proponente: Comune di L’Aquila
Partners: Beverly Pepper, Roberta Semeraro, ENI S.p.A., MiBACSoprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per L'Aquila e Cratere, Fondazione Carispaq, Ambasciata USA in Italia

 

Paesaggi di marcita, Parco lombardo della valle del Ticino, menzione speciale, Comune di Magenta;

Coltura storica della pianura padana e della Valle del Ticino, la marcita per secoli è stata la base dell’alimentazione negli allevamenti bovini e quindi della produzione di latte e formaggi: quasi abbandonata a causa dei cambiamenti dell’agricoltura nel dopoguerra, oggi la marcita è fondamentale per il suo significato storico, paesaggistico e di biodiversità. La marcita, simbolo del paesaggio dei prati irrigui del milanese e parte di un nuovo sistema foraggero “verde”, studiato a livello universitario e capace di dare al prodotto latte un valore aggiunto nutrizionale e di salubrità. Dal 2017, grazie al progetto “Paesaggi di marcita”, una mostra itinerante multimediale, un video, un recupero modello e un percorso turistico-didattico consentono oggi di coinvolgere cittadini e mondo agricolo sulla necessità di salvaguardare questo paesaggio.

Menzione speciale per le strategie di sensibilizzazione ai valori del paesaggio agrario storico dei prati della valle milanese e la promozione di azioni di sviluppo sostenibile capaci di garantire l’equilibrio tra attività umane, ambiente e paesaggio.

Soggetto proponente: Parco lombardo della valle del Ticino

Partners: Aziende agricole e cooperative sociali; Università di Torino DISAFA; Politecnico di Milano PARID

“Fabbrica-giardino” Prada, encomio, Comune Terranuova Bracciolini, Arezzo

Valvigna è la più complessa tra le “fabbriche - giardino” realizzate per Prada, ubicata in una porzione della Val d’Arno già contaminata dalla prima espansione industriale degli anni Sessanta. Prada ha destinato il sito di Valvigna alla produzione di alta pelletteria, ancora in equilibrio tra industria e pratica artigiana. E, quasi come un antico casolare, Valvigna è stata progettata per i suoi lavoratori ancora fortemente legati al territorio, per la maggior parte residenti in un contesto non completamente urbanizzato. La massiccia presenza di verde e giardini si pone come condizione essenziale del benessere di chi lavora, con alberi da frutto e cespugli tipici del paesaggio rurale italiano: viti, piante di rosmarino, melograni, alberi di fico. Un’attenzione che ha guidato anche la scelta di materiali come cemento, mattoni, vetro, ferro, ampie finestre aperte sul paesaggio toscano fino allo specchio d’acqua, pensato in funzione

Progetto meritevole di encomio per le azioni svolte a favore dei valori del paesaggio

Soggetto proponente: Comune di Terranuova

Le schede istruttorie dei progetti sono state elaborate da Ales - Arte Lavoro e Servizi spa con il gruppo di lavoro della Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Servizio V - Tutela del paesaggio del Mibac.

Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa – Premio Nazionale del Paesaggio

Giornata Nazionale del Paesaggio