In the foreground

Città intense, Dominique Bidou.

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Come tutti sappiamo non è sufficiente accostare alcune case per fare una città, allo stesso modo un insieme di costruzioni certificate HQE non può fare un quartiere ad alta (H) qualità (Q) ambientale (E). Né è sufficiente creare un eco-quartiere per fare di una città una città ecologica.
L’ecologia è la scienza dei sistemi, dei cicli, delle interdipendenze, delle complementarietà. Questa scienza si applica in pieno alla città, al di la di flora e fauna, degli habitat, dei flussi di materia. I concetti di ricchezza e di produttività degli ambienti attribuiscono un nuovo significato al concetto di sviluppo urbano.
Viviamo in un’epoca storica per l’umanità, un’epoca in cui, per usare un’espressione di Paul Valery, “comincia l’era del mondo finito”. Le opportunità offerte dalla prospettiva di una espansione illimitata non sono più ammissibili e costeranno sempre più care sotto tutti gli aspetti, sia in termini economici che di risorse. Il postulato di biblica memoria “Crescete e moltiplicatevi” deve assumere un altro significato.
La crescita di domani sarà dunque una crescita di natura differente rispetto a quella che abbiamo conosciuto fino ad oggi, si fonderà sull’intensificazione degli usi delle risorse e non sulla ricerca sistematica di nuove risorse: intensificazione in luogo di espansione. Questa trasformazione si applica alla città e offre un nuovo orientamento alla pianificazione degli insediamenti futuri.
La biologia, così come anche la sociologia, ci insegna che intensità è sinonimo di diversità. Una sola funzione, una sola classe sociale, una sola specie: quale che sia la sua forma, la specializzazione rappresenta sempre un impoverimento.
Come intensificare davvero un territorio? In primo luogo smettendo di misurare l’intensità con un solo criterio, sia che si tratti di quintali di grano prodotto sia che si parli di numero di persone insediate per ettaro o di ricchezza biologica. E’ la somma di tutte le utilità che conta davvero. Non hanno tutte pari importanza nel tempo e nello spazio, occorre saperle selezionare e combinare abilmente. La presenza umana è inegualmente ripartita sul territorio, con aree molto poco dense ed altre a grande concentrazione, ciascuna con specifiche utilità da valorizzare. Le forti concentrazioni umane sono indispensabili per assicurare certe funzioni sociali ed economiche, ma non devono tuttavia trascurare altre missioni, anche se esse ci appaiono secondarie.
L’esempio della casa a bilancio energetico positivo è molto significativo a questo riguardo. Ad una casa non viene richiesto di fornire energia (a meno che non sia autonoma, ma questo è un altro concetto). Ciò che si domanda in particolare ad una casa a bilancio energetico positivo è di essere, oltre che una casa, anche una centrale di produzione di energia. Due missioni per una sola opera. Questa è la via per l’intensità.
Poiché l’ordine di grandezza dell’energia prodotta è prossima a quella dell’energia consumata si può essere tentati di accettare la sfida di un incremento della produzione energetica, giungendo a produrne una quantità superiore a quella consumata. Non occorre tuttavia cadere in errore, la produzione di energia è sicuramente una seconda missione assegnata alle tante superfici esterne di un edificio, e tale preoccupazione e deve essere integrata nella sua concezione. Occorre aggiungere ulteriori funzioni per aumentare ancora l’intensità del progetto: migliorare il paesaggio, contribuire alla biodiversità, all’economia locale, ad una buona gestione delle acque meteoriche, etc.
Gli spazi pubblici devono seguire la medesima logica. Intesi come spazi di connessione tra i diversi luoghi della vita urbana, essi possono garantire contemporaneamente lo svolgimento di numerose funzioni e compiti: quelli dello spostamento, della varietà paesaggistica, della gestione delle acque meteoriche, dell’incontro e della vita sociale. Sono luoghi di scambio che accolgono molte reti di superficie, aeree e sotterranee.
Sono dunque numerose le funzioni che occorre coniugare per ottenere una città intensa. Ogni nuovo elemento, sia esso una casa, un’attrezzatura, un giardino, un quartiere, deve contribuire ad accentuare l’intensità di una città e deve farsi testimone della sua sostenibilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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EWT/ EcoWebTown
Magazine of Sustainable Design (Quadrimestrale on line sul progetto di città sostenibile)
Edizione SCUT, Università Chieti-Pescara
Registrazione al tribunale di Pescara n. 9/2011 del 07/04/2011